“Le imprese hanno interesse a massimizzare i profitti e, finché le regole lo consentono, lo faranno. Se si vuole incidere bisogna cambiare le regole. Ho l’impressione che il governo stia cercando di calmare l’opinione pubblica e prendere tempo, sperando che la situazione migliori”. Lo dice Emanuele Felice, economista e docente alla Iulm, in passato è stato responsabile economico Pd. In un colloquio con Repubblica spiega i rischi dell’aumento dei carburanti: “Per l’Italia sì perché siamo già fragili. I salari reali nel nostro Paese, negli ultimi decenni, sono cresciuti meno che nel resto d’Europa. E la quota di lavoratori poveri è tra le più alte. In questo quadro, ogni aumento diventa una stangata”. Per contenere i prezzi bisogna fare “tre cose. Primo, tassare gli extraprofitti. E non dev’essere un tabù, ma una misura possibile e sensata. Secondo, disaccoppiare il prezzo dell’elettricità dal gas, meccanismo che oggi gonfia le bollette. Terzo, correggere scelte strutturali sbagliate”. Nello specifico: “Questo governo, per ragioni ideologiche, ha rallentato sulle rinnovabili e sulla transizione ecologica. Così si alzano i costi della produzione di energia, aumentando la nostra dipendenza dal gas e rendendoci più vulnerabili. Il tema politico-ideologico è molto forte”.
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