Il buco nei conti di Uniper, primo importatore tedesco di gas, è destinato ad allargarsi. La società con sede a Dusseldorf la scorsa settimana è stata salvata dal governo tedesco con una iniezione di liquidità di oltre 10 miliardi. Berlino è entrato nel capitale col 30% nella speranza di tappare il buco di bilancio, realizzatosi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e i parziali blocchi alle forniture da parte di Gazprom: la mancanza di materia prima aveva spinto Uniper ad acquistare il gas sul mercato spot, dominato dalle quotazioni del Ttf olandese, superiori di 5-6 volte rispetto ai prezzi fissati dai contratti con i fornitori russi via North Stream 1. La nuova riduzione di flussi, decisa lunedì dalla stessa Gazprom, provocherà inevitabilmente ulteriori problemi di accaparramento di costi a Uniper. Un portavoce della società ha fatto sapere a Bloomberg che sta arrivando solo il 33% del gas ordinato, un calo del 40% rispetto a lunedì. Se la situazione perdurasse i miliardi necessari per il salvataggio di Uniper potrebbero essere destinati a raddoppiare in poche settimane.
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