Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha appena partecipato al Comitato tecnico energia, che ha visto riuniti a Roma tutti i rappresentanti delle imprese energivore preoccupati per quello che sta succedendo. “Mentre in Francia e in Germania i Governi hanno preso misure ad hoc per l’industria ad alto consumo di energia, per sostenerla e consentirle di passare la crisi energetica, in Italia accade l’opposto. Senza contare che gli ‘energivori’ francesi pagano l’elettricità 42 euro a megawattora e i tedeschi 60 euro. Mentre con le due misure varate dall’attuale del Governo sugli oneri di dispacciamento e sui crediti d’imposta, gli energivori italiani, che già pagavano circa 100 euro a megawattora, ora rischiano di pagarla ben 120 euro a megawattora, in totale controtendenza rispetto ai competitor”, spiega Gozzi a Il Sole 24 Ore. Una situazione che viene descritta come delicatissima: “Il Governo italiano, credo non per volontà di perseguitare le aziende tricolori ma per poca concentrazione su questo punto, in una settimana è riuscito a fare due provvedimenti che aumentano significativamente i costi per gli energivori. Questo non va bene: lo abbiamo fatto presente all’Esecutivo”, dice. Ma non solo, c’è “un piano, da attuare entro la fine dell’anno, con una serie di misure che consentano all’industria italiana energivora di pagare l’elettricità quanto la pagano ora i tedeschi. Il progetto, su cui stiamo lavorando, aiutati da Confindustria, è composto da diverse proposte che riguardano una serie di istituti”.
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