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Idrogeno, imprese: Urge tavolo contro criticità. Pichetto: Volàno, ma abbassare costi

L’Associazione Italiana Idrogeno (H2IT) chiede di avviare un tavolo di lavoro interministeriale sull’idrogeno, “pilastro fondamentale nella strategia complessiva della decarbonizzazione”. La richiesta arriva durante l’Italian Hydrogen Summit ospitato questo pomeriggio dalla Camera dei Deputati, appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, esperti e stakeholder del settore.

Obiettivo del tavolo – sostengono le imprese – è affrontare lo sviluppo della filiera industriale, superare le attuali criticità esistenti e creare strumenti efficaci nel tempo. A un anno dalla pubblicazione della Strategia Nazionale Idrogeno, infatti, le imprese chiedono una visione di lungo periodo e strumenti per pianificare investimenti strutturali, nella consapevolezza che occorre rafforzare la filiera industriale e la capacità manifatturiera. Molte imprese stanno completando i progetti finanziati dal PNRR in scadenza nel 2026 e avviando l’implementazione delle iniziative IPCEI (Importanti Progetti di Interesse Comune Europeo). Parallelamente, si moltiplicano gli investimenti privati per la produzione di idrogeno rinnovabile destinato all’industria e alla mobilità. “Oggi l’Italia sta costruendo un ecosistema dell’idrogeno solido e competitivo – ammette Alberto Dossi, Presidente di H2IT – ma ora servono strumenti chiari e continui”. Le imprese lamentano infatti la mancanza di tempistiche definite e il rallentamento nell’attuazione del Decreto Tariffe, volto a incentivare la produzione di idrogeno rinnovabile tramite contratti per differenza. Queste criticità – insistono – rischiano di compromettere lo sviluppo del settore e la competitività del sistema nazionale. A livello europeo rimane la necessità di una semplificazione regolatoria che consenta di accelerare gli investimenti e rendere il mercato più attrattivo. Poi c’è la questione dei costi. “L’Italia ha messo in campo la Strategia Nazionale per l’idrogeno in favore di una filiera che ha bisogno di un mercato solido – ricorda Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – ora bisogna lavorare anche per ridurre i costi di produzione, dobbiamo passare a dei prezzi che siano compatibili con il mercato, siamo ancora due, tre, quattro volte superiori”. Al tempo stesso, continua Pichetto, l’idrogeno “deve diventare un volàno per la valorizzazione dell’industria nazionale ed europea”, cercando di aumentare la produzione a livello di continente europeo e nelle importazioni: “la previsione del 2030 di 10 milioni di tonnellate prodotte in Ue e 10 milioni di importazione è un obiettivo sfidante”.

Sull’idrogeno ora, sostiene Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, bisogna “valorizzare l’ecosistema industriale nazionale e rafforzare la competitività europea tramite scelte rapide e pragmatiche. L’Italia è pronta a guidare questa sfida, promuovendo innovazione, nuovi impianti produttivi e partnership tra imprese e ricerca”. Idrogeno “al centro dell’agenda energetica e industriale” anche secondo Raffaele Fitto, Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea e Commissario Europeo per la Politica Regionale e di Coesione, che sottolinea “gli attuali programmi con cui investiamo complessivamente 5 miliardi di euro nei sistemi energetici intelligenti, incluso l’idrogeno: risorse che sostengono progetti concreti e in grado di generare un impatto reale”. “Il nostro faro d’azione – conclude Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera – è quello di arrivare progressivamente ad avere un mix di vettori energetici green a costi sostenibili che possano aiutare il mondo produttivo italiano e europeo a crescere e a rimanere competitivo”.

mariaelena.ribezzo

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