“La parola ‘energia’ compare centinaia di volte nel rapporto Draghi e questo la dice tutta su quanto sia una questione importante. Il report fa giustamente notare che i costi dell’energia per le imprese europee sono il doppio o il triplo di quelli pagati dalle aziende americane o cinesi. Ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di una media perché la situazione tra gli Stati membri è estremamente eterogenea. In alcuni Paesi è addirittura inferiore, mentre in altri è molto più ampia”. Così Dan Jorgensen, commissario europeo all’Energia. In una intervista a La Stampa aggiunge: “È chiaro che più rinnovabili hai nel tuo mix energetico, più sei connesso con gli altri Stati e più sei efficiente da un punto di vista energetico, minori sono i costi”. Jorgensen poi spiega: “Ovviamente non esiste una soluzione miracolosa, ma c’è un insieme di cose da fare e le stiamo facendo. È importante ridurre drasticamente i tempi delle autorizzazioni per avere più rinnovabili, che ci fanno e ci faranno risparmiare i costi dell’energia. Bisogna certamente migliorare le connessioni perché i Paesi più isolati pagano di più. Anche per questo credo che serva il sostegno europeo e una leadership europea per i grandi progetti”. E ancora: “In futuro, vorremmo che il nostro sistema energetico sia pianificato dall’alto verso il basso. Per questo spero che gli Stati accettino di dare alla Commissione il potere di elaborare scenari unici a livello europeo per meglio progettare piani per il nostro sistema energetico. Non possiamo costruire un puzzle senza guardare l’immagine sulla scatola”.
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