“Molte imprese si trovano a dover ridurre i livelli di produzione e per alcuni settori si fa sempre più consistente l’ipotesi di un’interruzione, con effetti nefasti sul settore manifatturiero, data la posizione prominente della chimica per quasi tutte le filiere”. Lo dice Paolo lamberti, presidente di Federchimica. “Abbiamo parecchi segnali, soprattutto da aziende che hanno produzioni di chimica di base, quali ammoniaca, acido solforico, cloro soda, o che usano molta energia, come i gas tecnici, i fertilizzanti, abrasivi, e colorifici ceramici – aggiunge a Il Sole 24 Ore -. Per molti operare in queste condizioni significa non arrivare nemmeno alla copertura dei costi variabili: questo vuol dire che bisogna fermare gli impianti”. Lamberti sottolinea che “il 10% circa dei prodotti chimici é destinato alla filiera agroalimentare ed è fondamentale per garantire condizioni adeguate in termini di resa, qualità e conservazione degli alimenti. La situazione drammatica di carenza di mascherine e vaccini, vissuta nella prima fase dell’emergenza Covid, rischia di ripetersi coinvolgendo molteplici applicazioni”.
"Il Canada sta derubando gli Stati Uniti d’America da anni. I loro dazi assurdamente elevati…
"L'idrogeno è in un percorso di costruzione dei modelli di produzione" che "non chiudiamo nel…
Una massa d'aria più fresca porterà temperature inferiori alla media in gran parte dell'Europa tra…
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione dei Leader…
Le rese delle colture estive italiane sono state riviste nettamente al ribasso dopo uno stress…
Brusca revisione al ribasso per le rese delle colture estive nell'Ue, con la soia prevista…