“Molte imprese si trovano a dover ridurre i livelli di produzione e per alcuni settori si fa sempre più consistente l’ipotesi di un’interruzione, con effetti nefasti sul settore manifatturiero, data la posizione prominente della chimica per quasi tutte le filiere”. Lo dice Paolo lamberti, presidente di Federchimica. “Abbiamo parecchi segnali, soprattutto da aziende che hanno produzioni di chimica di base, quali ammoniaca, acido solforico, cloro soda, o che usano molta energia, come i gas tecnici, i fertilizzanti, abrasivi, e colorifici ceramici – aggiunge a Il Sole 24 Ore -. Per molti operare in queste condizioni significa non arrivare nemmeno alla copertura dei costi variabili: questo vuol dire che bisogna fermare gli impianti”. Lamberti sottolinea che “il 10% circa dei prodotti chimici é destinato alla filiera agroalimentare ed è fondamentale per garantire condizioni adeguate in termini di resa, qualità e conservazione degli alimenti. La situazione drammatica di carenza di mascherine e vaccini, vissuta nella prima fase dell’emergenza Covid, rischia di ripetersi coinvolgendo molteplici applicazioni”.
Raggiunta al Mimit l’intesa con JSW per il rilancio dello storico polo siderurgico di Piombino.…
“Con l’adesione dell’Italia come Paese fondatore alla Clean Cooking Alliance dell’Agenzia Internazionale dell’Energia compiamo una…
Sindacati convocati a palazzo Chigi, il prossimo 28 luglio, alle ore 11, per discutere della…
Le proiezioni di base di giugno prevedono una crescita del Pil reale dello 0,8% nel…
“L’azione di politica monetaria dovrebbe contribuire a contenere gli effetti indiretti e i rischi di…
Il protrarsi della guerra in Medio Oriente e l’impatto dello shock energetico sull’inflazione rendono "necessario…