“Crediamo in quella che chiamiamo un’alleanza tra elettroni e molecole, per molecole intendo il gas. Ovviamente, questo gas deve essere decarbonizzato, e ci vorrà tempo. A seconda del Paese, alcune soluzioni sono più immediatamente realizzabili. In questo senso, Engie ha una posizione unica, come attore chiave della transizione energetica grazie a un posizionamento diversificato e resiliente lungo tutta la catena del valore dell’energia. In sintesi, dobbiamo assicurarci di avere il giusto mix tecnologico”. Lo dice Catherine MacGregor che guida il colosso francese dell’energia Engie. “Il mix ideale dovrebbe includere una buona parte di rinnovabili: idroelettrico, eolico onshore e offshore, solare, con soluzioni flessibili come le batterie che garantiscono stabilità della rete e resilienza del sistema. E il nucleare, ovviamente, per i Paesi che lo hanno già scelto”, aggiunge a Il Corriere L’Economia. “Se ci riferiamo all’Italia, il gas sarà ancora necessario, ma in misura minore. Un mix energetico sano permetterà di avere basse emissioni di carbonio a un prezzo competitivo e ci proteggerà anche dalle fluttuazioni dei prezzi”.
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