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Asse Roma-Parigi per rilanciare industria europea. Urso: “Difendiamo settori strategici”

Rafforzamento della cooperazione nel settore della moda, un vero e proprio “patto” applicabile anche ad altri settori, collaborazione dell’ambito dell’automotive, dello spazio, della microelettronica. E, ancora, un non-paper comune sulle materie prime critiche, passando per la richiesta a Bruxelles di interventi urgenti per l’industria degli elettrodomestici.

Italia e Francia – dopo il vertice di Antibes del 25 giugno – fanno ancora fronte comune. L’occasione è il Tavolo della moda convocato al Mimit dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha ricevuto a Palazzo Piacentini il ministro francese all’Industria, Sébastien Martin. Prima un bilaterale e poi il confronto con le rispettive Camere della Moda e delle Confindustrie, con esponenti della filiera e del mondo economico, con i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, delle associazioni sindacali e di categoria più rappresentative a livello nazionale, che chiedono al governo di portare in Europa le loro esigenze, tra cui quella di rafforzare la produzione locale, difendendo aziende e consumatori da prodotti extra Ue “che spesso arrecano danni alla salute, oltre che all’ambiente” e agiscono attraverso la “concorrenza sleale”, ha spiegato Urso.

Sul banco degli imputati c’è l’ultra fast fashion, contro la quale – dopo la tassa sui piccoli pacchi – a ottobre scatteranno nuove misure per “armonizzare, in un contesto europeo, eventuali legislazioni nazionali” e “tutelare meglio i nostri consumatori”. Lo scorso anno, infatti, quasi 5,9 miliardi di articoli contenuti in pacchi sotto i 150 euro, per oltre il 90% provenienti dalla Cina, hanno invaso il mercato europeo senza pagare alcun dazio. La moda, ha ricordato il titolare del Mimit, “è il simbolo di un modello produttivo, di un modello sociale, di un modello culturale che con la bellezza lancia un messaggio al mondo”.

L’intesa con Parigi, però, va oltre. “Questa deve essere la stagione del rinascimento industriale dell’Europa”, ha detto Urso, sottolineando che l’intesa con Parigi punta a “lavorare insieme per tutelare l’industria del nostro continente, attraverso riforme radicali e organiche che restituiscano centralità alla dimensione produttiva europea”. Quindi, avanti “per rafforzare i nostri comparti strategici: dalla moda agli elettrodomestici, dall’automotive alla siderurgia, dalla chimica alla microelettronica, dalle materie prime allo spazio”.

Il ministro francese ha sottolineato che Italia e Francia rappresentano il 30% del Pil dell’Unione europea, con quasi 100 miliardi di euro di scambi commerciali ogni anno. Ecco perché è necessario “fare del binomio franco-italiano uno dei motori della competitività e della sovranità industriale in Europa”.

Forte intesa tra Roma e Parigi anche sull’automotive. Con la Francia, ha ricordato Urso, “abbiamo una posizione comune che prevede più contenuto locale con la neutralità tecnologica. Confido molto nell’incontro bilaterale franco-tedesco che si svolgerà tra due giorni”. Per il ministro “dobbiamo mettere insieme le nazioni industriali europee per indirizzare al meglio la Commissione e le altre istituzioni nelle riforme necessarie per sostenere l’industria ed evitare che si arrivi alla desertificazione industriale”.

Nel corso del bilaterale i due ministri hanno definito poi un non-paper sulle materie prime critiche, con l’obiettivo, ha detto Urso, di “affrontare meglio la duplice sfida tech e green, digitale e ambientale. Abbiamo bisogno di trattenere in Europa le materie prime che ci servono e che oggi vengono esportate dal nostro continente”.

Elena Fois

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