“Abbiamo stimato il totale dei consumi energetici di tutte le imprese energivore italiane in 56.1 terawattora, tenendo conto di una serie di parametri – come le dimensioni e la quota assorbibile dal fotovoltaico di ciascun settore –, abbiamo calcolato che il 17,5%, ovvero 9,3 TWh, potrebbe essere approvvigionato tramite Ppa”, spiega Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved a Il Sole 24 Ore. Le Ppa (Power purchase agreement), sono contratti di acquisto a lungo termine di energia elettrica rinnovabile a un prezzo definito. Tornando ai dati evidenziati da Mignanelli, di questi, 5,2 TWh sarebbero immediatamente convertibili dalle 244 imprese medio-grandi che utilizzano più di 40 GWh l’anno, mentre, per la parte restante, le piccole imprese potrebbero aggregarsi in consorzi. Tutto ciò evitando l’emissione di quattro milioni di tonnellate di CO2. “Attraverso l’uso di contratti Ppa, le imprese potrebbero migliorare sia la propria redditività, sia la sostenibilità del debito, pianificando investimenti mantenendo la stessa fascia di rischio”, sottolinea Mignanelli.
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