Il costo della misura per gli Stati membri e i consumatori di energia elettrica “dipende in larga misura dalla quantità di centrali elettriche a gas presenti in ciascuno Stato membro”, si legge nel non-paper della Commissione europea al vaglio dei ministri dell’Energia a Lussemburgo. “Gli Stati membri che dipendono fortemente dalla produzione di energia elettrica a gas nel loro sistema elettrico dovranno sostenere i costi più elevati per le sovvenzioni necessarie”, come nel caso di “Germania, Paesi Bassi e Italia”, specifica il documento non ufficiale. Viceversa, “gli Stati membri che sono importatori netti di energia elettrica a gas beneficerebbero dell’elettricità sovvenzionata da altri Stati membri”, con la Francia che sarebbe “il maggior beneficiario netto”.
Il modo più efficace per gestire questi effetti sarebbe la creazione di “uno schema europeo che ridistribuisca i costi della misura tra tutti gli Stati membri in linea con i benefici che ne derivano”, precisa la Commissione, che avverte però della difficoltà di progettazione “a causa della mancanza di statistiche affidabili e di sfide politiche” a questo riguardo.
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