“Il miraggio del nucleare fra 12 anni non basta, il Governo deve dare qualcosa di più alle imprese”. Lo dice Giuseppe Pasini, presidente del gruppo Feralpi, che provoca domandandosi se, a valle di una risoluzione del conflitto ucraino, “non sarebbe opportuno ripristinare qualche fornitura di gas dalla Russia”. Come riporta Il Sole 24 Ore, Feralpi si riporta in utile dopo il difficile biennio 2023-24 con un’ulteriore progressione nella marginalità nella prima parte dell’anno, spinta anche dall’aumento dei prezzi dopo la crisi iraniana. Ma l’equilibrio resta delicato, complice la crisi tedesca (mercato dove il gruppo siderurgico è fortemente esposto), mentre la produzione, pari a 2,7 milioni di tonnellate, si avvicina a una soglia, quella dei 3 milioni, potenzialmente alla portata, ma sfidante. “Fino a pochi anni fa esportavamo il 25% della produzione, ora la soglia è ferma al 7% – spiega Pasini –. Con questi costi dell’energia non possiamo più essere competitivi e i mercati sono sempre più chiusi, regionalizzati. La ricostruzione ucraina potrebbe essere un’opportunità futura, ma è presto per parlarne”.
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