“Gli obiettivi di sostenibilità determinati dal Pnrr e la guerra in Ucraina hanno reso non più rinviabile una profonda revisione delle fonti di approvvigionamento energetiche del Paese. Si tratta di una questione centrale per l’Italia e che avremmo dovuto affrontare già da alcuni decenni”. Lo scrive su Il Sole 24 Ore Bruno Tabacci, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al coordinamento della politica economica. “Ci scontrammo però con una determinata volontà politica di ignorare la strada che avevamo indicato. Tanto che dei 13 rigassificatori in attesa di autorizzazione all’entrata in esercizio già allora, a tutt’oggi solo tre sono in funzione. Il governo Draghi sta lavorando alacremente per rimediare agli errori del passato e affrontare il tema della dipendenza dal gas russo”, scrive ancora. E aggiunge: “La diversificazione dei Paesi fornitori è essenziale, ma è ancora più essenziale accelerare al massimo il passaggio alle fonti rinnovabili”. La conclusione è questa: “La svolta green è possibile. Serve una sburocratizzazione forte e un altrettanto forte impulso a realizzare infrastrutture di stoccaggio adeguate. Parlarne non solo a livello di governo, ma nel Paese, è un passo fondamentale per raggiungere l’obiettivo”, scrive ancora Tabacci.
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