“Occorre tornare ai fondamentali, ormai dimenticati, e studiare i bilanci energetici dell’Italia, dell’Europa e del mondo per capire meglio quello che sta succedendo con la crisi. Quello che manca dallo Stretto di Hormuz è soprattutto il petrolio greggio, circa 15 milioni barili giorno (mbg), più altri 5 mbg di prodotti, da confrontare a una domanda globale di 104 mbg. Il petrolio – meglio, i suoi derivati – ad oltre 50 anni dalla prima crisi petrolifera del 1973, e nonostante enormi sforzi per ridurne l’importanza, rimane la principale fonte all’interno del bilancio energetico globale con una quota del 34%, seguita al secondo posto dal carbone, con il 27%, e dal gas con il 25%. Il rimanente 14% è suddiviso fra grande idroelettrico e altre rinnovabili (9%) e nucleare per il 5%”. Lo scrive in un suo intervento su Il Sole 24 Ore Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. “In Italia il petrolio consumato è 52 milioni tonnellate l’anno, 1 mbg, volume negli ultimi anni allineato al gas, anche questo intorno a 50 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (Mtep) e conta per il 35% della nostra domanda di energia – si legge ancora -. Questo dominio del petrolio, negli anni solo in leggero arretramento, deriva dal fatto che nei trasporti, uno dei settori principali di consumo finale di energia, i suoi derivati sembrano non avere alternativa e contano per oltre il 95% del totale. La mobilità è uno dei bisogni fondamentali di qualsiasi società, anche la più primitiva, ma con la modernizzazione è esplosa”.
Tabarelli poi sottolinea: “La progressiva concentrazione della domanda petrolifera nei trasporti rende l’attuale crisi un po’ più complicata rispetto a quella degli anni ’70. Allora la domanda globale era inferiore di un 40%, quasi 40 mbg, e distribuita anche nella generazione elettrica e nel riscaldamento. I due shock innescarono un veloce e facile abbandono del gasolio per riscaldamento e dell’olio combustibile per generazione elettrica a favore del gas naturale, più pulito e più efficiente. Oggi sostituire il gasolio diesel nei camion e nelle auto o il cherosene degli aerei è impossibile, non solo nel breve termine, ma probabilmente anche nel lungo”.
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