C’è grande incertezza per la presidenza Eni, in teoria assegnata a Giuseppina di Foggia che però deve ancora risolvere le sue ‘pendenze’ con Terna, di cui è stata ad. Secondo una ricostruzione de La Stampa, “lo scenario più probabile è che alla fine Di Foggia riesca a spuntarla per la presidenza, ma non si escludono colpi di scena. Per esempio c’è chi sta riflettendo sulla possibilità di chiedere alla manager un passo indietro: opzione difficile da percorrere. Un’altra opzione prevede quella di dirottare in consiglio d’amministrazione i voti destinati a Di Foggia ad altri candidati del Mef: per esempio su Cristina Sgubin o Benedetta Fiorini. Sgubin siede già nel consiglio di Eni, mentre Fiorini, ex deputata leghista, si è appena dimessa dal cda di Enac per approdare in Ita come dirigente. Sono soluzioni percorribili, ma che non convincono a pieno il governo. C’è anche una terza ipotesi quella di votare per la presidenza Emma Marcegaglia: l’imprenditrice, già alla guida di Eni e di Confindustria, è candidata nella lista dell’imprenditore Romano Minozzi. Se entrasse in cda, la sua candidatura non sarebbe da escludere”, si legge.
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