“Se l’attività continuerà a essere di questo tipo, vorrà dire che avremo più giorni di chiusura. Come ha detto il ministro Musumeci l’aeroporto non è nel posto sbagliato, è l’Etna che sta lì. In passato si è provato a sfruttare Sigonella o Ragusa-Pachino, ma non si è mai riusciti a spostare l’attività. Probabilmente oggi è molto difficile perché il suolo in pianura all’Etna è quasi tutto consumato e dovresti metterti molto lontano, considerando anche i venti dominanti”. Lo dice a GEA il geologo Mario Tozzi, sottolineando i rischi legati alla cenere.
“Quando si produce molta cenere e materiale piroclastico – sottolinea il geologo – si crea una fanghiglia impossibile da passare sulle strade e sui ponti, soprattutto se piove. Spostare lo scalo costerebbe molto e bisognerebbe allontanarlo parecchio, perché attualmente ci si trova proprio sopra, con tutti i pericoli legati all’incorporazione delle polveri nei motori a getto degli aerei e alla visibilità compromessa per gli atterraggi”.
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