La desertificazione demografica non è più solo un dato statistico, ma il segnale di un destino che l’Italia rischia di subire senza reagire. Nel 2025, il Paese ha registrato per il terzo anno consecutivo un minimo storico di nascite, avvicinandosi alla soglia dei 355.000 nati vivi. Il Rapporto Italia 2026 dell’Eurispes denuncia come questa crisi, ben oltre l’aspetto economico, sia sintomo di una “crisi di senso” e di una stanchezza collettiva che impedisce di investire in un domani degno di essere abitato. L’immigrazione, lungi dall’essere solo un tema di ordine pubblico, resta una componente strutturale sottoutilizzata, mentre l’invecchiamento della popolazione pone una ipoteca insostenibile sui futuri assetti previdenziali.
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