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Europee, Schmit (Pse): Investire denaro comune su tecnologie pulite

“Per noi è centrale l’aspetto sociale: posti di lavoro di qualità, protezione dagli infortuni e buoni salari. Vogliamo lottare contro la precarietà, soprattutto tra i giovani. Serve una politica attiva per combattere la povertà. Non sono contrario alla digitalizzazione e all’intelligenza ma dobbiamo proteggere i lavoratori in questa evoluzione. Dobbiamo proteggere la salute e la casa. La futura Commissione deve rafforzare i servizi di interesse pubblico nell’Unione. Infine difendiamo il dialogo sociale, la contrattazione collettiva e la democratizzazione dell’economia”. Così Nicolas Schmit, candidato leader del partito socialista europeo. In una intervista a Il Corriere della Sera spiega: “Il Pnrr terminerà nel 2026. Alcuni Paesi sono molto lenti nello spendere i soldi. Il punto è quello che viene dopo. Dobbiamo affrontare grandi investimenti perché siamo in ritardo rispetto agli americani e ai cinesi. Dobbiamo liberare gli investimenti privati facilitando le condizioni di investimento. Ma bisogna anche avere il coraggio di investire con denaro comune europeo nelle tecnologie pulite e nel sociale, nell’intelligenza artificiale, nei progetti comuni, nell’industria della difesa. Abbiamo bisogno di nuovi strumenti finanziari. Lo dice anche Draghi e non credo sia un socialista radicale”. Poi chiarisce perché in queste elezioni la posta in gioco è più alta rispetto a 5 anni fa: “Primo, perché il mondo è diverso. Quando abbiamo iniziato l’ultimo mandato pensavamo che la crisi finanziaria fosse ormai alle spalle e che l’Europa stesse entrando in acque tranquille. Avevamo un grande progetto: il Green Deal. Poi sono arrivati il Covid, la prima ondata di inflazione e la guerra: gli equilibri a livello geopolitico e geoeconomico sono cambiati radicalmente. E c’è l’incognita Stati Uniti, se Trump tornerà o meno in novembre. Secondo, perché l’estrema destra ha guadagnato molti consensi e ci sono i conservatori, inclusi il Ppe e alcuni partiti liberali, che sono pronti a lavorarci insieme. Lo fanno già in Italia, Svezia, Finlandia, nei Paesi Bassi, a livello locale in Spagna. La domanda è se i liberali o il Ppe accettano di stringere alleanze con l’estrema destra a livello europeo”.

redazione

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