I cittadini dell’Ue sono più attaccati al proprio Paese che all’Europa, con solo il 9% che dichiara di sentirsi un cittadino europeo più di quanto non si senta membro della propria Nazione. Eppure, 7 su 10 si dicono interessati alle elezioni europee che si terranno dal 6 al 9 giugno e con cui i cittadini saranno chiamati a comporre il nuovo Parlamento, l’unica assemblea transnazionale al mondo a elezione diretta. È quanto emerge dallo studio Concerns and perceptions of EU citizens condotto da Bva Xsight che, per il consorzio giornalistico guidato dal media europeo Arte, ha intervistato i cittadini di 27 paesi dell’Unione Europea con l’obiettivo di indagare gli argomenti di maggiore interesse per gli europei, il senso di appartenenza all’Ue e il loro coinvolgimento sulle tematiche più rilevanti in vista delle elezioni europee.
Secondo l’analisi, dopo gli anni della pandemia, lo scoppio della guerra in Europa e l’incrinarsi degli equilibri geopolitici ai confini del continente, gli europei si preoccupano principalmente di salute (41%), guerra (38%), inflazione e crisi ambientale (entrambi al 24%).
I dati in Italia riflettono questo andamento: i temi che più stanno a cuore agli elettori del Paese sono infatti proprio salute (43%), guerra (43%) e ambiente (31%); quest’ultimo, in particolare, colloca l’Italia seconda solo a Malta (35%). Più basso invece l’interesse per l’immigrazione, che preoccupa solo il 14% dei rispondenti italiani, sebbene il 78% abbia espresso il desiderio di un maggior rafforzamento delle politiche comunitarie, percentuale che pone l’Italia tra i Paesi dell’UE che più vorrebbero un intervento a tal proposito. Una volontà rivolta anche ad ambiti come la difesa (71%), il clima (74%), le politiche sociali (70%) e la tassazione (61%).
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