Anche la Commissione europea ha chiesto informazioni ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria sui possibili effetti della sentenza del Tribunale di Milano. E’ quanto emerge, secondo quanto si apprende da fonti sindacali, durante il tavolo di confronto a Palazzo Chigi tra sindacati, governo e struttura commissariale sul futuro dell’ex Ilva. Il dispositivo dei magistrati civili meneghini impone la chiusura della produzione a caldo entro il 24 agosto 2026 se non verrà allargato il perimetro degli interventi rispetto all’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2025. L’erogazione del prestito ponte autorizzato da Bruxelles, infatti, è vincolata a specifici criteri rispetto a un processo di cessione dell’ex Ilva e la sentenza potrebbe rallentare o addirittura far saltare i negoziati, attualmente in corso con il fondo americano Flacks Group.
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