Fonti vicine al dossier ex Ilva precisano che, come ampiamente chiarito dagli uffici legislativi dei Dicasteri presenti stamane al Mimit all’incontro del Tavolo con l’indotto di Taranto, non è in alcun modo percorribile l’ipotesi di un decreto diretto a neutralizzare gli effetti del decreto della Corte d’Appello di Milano. Peraltro, come appare evidente, un simile intervento sarebbe manifestamente incostituzionale e determinerebbe un grave conflitto tra i poteri dello Stato. Tuttavia, accogliendo le aperture manifestate dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e dal sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, i tecnici del Mimit e delle amministrazioni statali presenti hanno acconsentito di avviare un primo gruppo di lavoro operativo con gli enti locali per verificare, nell’arco delle prossime ore, ogni diversa soluzione tecnicamente e giuridicamente percorribile. Tra le ipotesi da approfondire vi sarebbe anche quella prospettata dal presidente Decaro, alla luce di alcuni elementi contenuti nel provvedimento, di verificare se, nell’ambito di un ipotetico riesame dell’Aia, possa essere autorizzato un livello produttivo inferiore ai 6 milioni di tonnellate, nel tentativo di scongiurare la definitiva fermata dell’area a caldo. (Segue)
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