Come riporta Il Sole 24 Ore, il governo Meloni chiede aiuto agli industriali siderurgici italiani sull’ex Ilva. Lo scorso mercoledì a Milano si è tenuto un consiglio di Federacciai. Il presidente Antonio Gozzi ha riferito ai colleghi una precisa richiesta da parte dell’esecutivo: se qualcuno ha intenzione di farsi avanti come partner del gracilissimo family office americano Flacks, il momento è questo. Dopo che i commissari hanno scelto di non dichiarare andata a vuoto l’asta, con una decisione che ha aperto le porte a Flacks, adesso serve rinforzare una situazione decisamente debole. Il governo, nonostante i mille errori compiuti finora nella gestione di questo dossier, ha capito una cosa: il minuscolo operatore Flacks, che finora ha compiuto piccole operazioni di ristrutturazione in Europa, non ha la forza finanziaria per affacciarsi a Taranto, Novi Ligure e Cornigliano e – al netto della richiesta dei soldi pubblici in sostituzione di quelli che non ha – non dispone assolutamente delle competenze per gestire una grande fabbrica siderurgica.
Il governo, oltre alla richiesta formulata ai membri di Federacciai, starebbe cercando di sondare – in maniera diretta o indiretta – big player solidi come Marcegaglia e Danieli, oltre agli ucraini di Metinvest che, nonostante lo sbalestramento strategico del loro gruppo provocato dall’invasione russa, hanno comunque siglato l’operazione Piombino. Mr Flacks, peraltro, sarebbe annunciato a Roma in questi giorni. Al netto del fatto che Flacks – piccolo operatore con sede a Miami, privo perfino della strutturazione dei private equity – ha comunque chiarito che il governo italiano dovrà stare nel capitale con il 40 per cento.
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