“Il 27 ottobre il Governo ha assunto impegni precisi con le organizzazioni sindacali per affrontare la drammatica crisi dell’ex Gruppo Ilva, che coinvolge oltre 15.000 lavoratrici e lavoratori, tra occupazione diretta e indotto. Impegni che hanno l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per salvaguardare l’occupazione, impedire qualsiasi processo di licenziamento, garantire la continuità produttiva e, soprattutto, sostenere un vero progetto di rilancio industriale fondato sulla decarbonizzazione”. Lo dice Ferdinando Uliano segretario generale della Fim- Cisl. “Al centro di quel confronto c’è una scelta strategica: investire nella realizzazione dei forni elettrici e degli impianti DRI, indispensabili per costruire un nuovo modello siderurgico, ambientalmente sostenibile e tecnologicamente avanzato. Una scelta fondamentale non solo per il futuro dell’ex Ilva, ma per garantire la presenza e la produzione di acciaio primario nel nostro Paese, tutelando migliaia di posti di lavoro e la tenuta economica e sociale di interi territori”, prosegue.
“Azzerare il Fondo per la decarbonizzazione della siderurgia, spostando i 720 milioni di euro destinati a questo obiettivo verso altri capitoli di spesa, rappresenta una decisione grave, incomprensibile e inaccettabile – dice ancora Uliano -. È una scelta che contraddice apertamente gli impegni assunti dal Governo con le organizzazioni sindacali e mette in discussione la credibilità stessa del percorso individuato a Palazzo Chigi. Non si può da una parte dichiarare di voler salvaguardare il futuro della siderurgia italiana e, dall’altra, sottrarre le risorse necessarie per realizzare la sua trasformazione industriale. Senza investimenti, senza forni elettrici e senza impianti DRI non esiste alcuna prospettiva credibile di rilancio. Chiediamo pertanto al Governo una presa di posizione immediata, chiara e inequivocabile: le risorse destinate alla decarbonizzazione devono essere confermate e mantenute nella loro finalità originaria. Peraltro, i 720 milioni rappresentano già una dotazione che consideriamo insufficiente rispetto alle risorse necessarie per realizzare un piano industriale serio, credibile e all’altezza delle sfide che abbiamo davanti. Non accetteremo che proprio sulla decarbonizzazione, sulla continuità produttiva e sul futuro occupazionale si facciano passi indietro”.
Uliano conclude: “Il Governo deve rispettare gli impegni assunti: il futuro dell’ex Ilva e della siderurgia italiana non può essere sacrificato attraverso scelte di bilancio che cancellano le condizioni necessarie per il suo rilancio”.
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