“Abbiamo convocato i sindacati al tavolo di Palazzo Chigi per lunedì alle 18, a responso delle urne avvenuto, perché, come abbiamo sempre detto, siamo pienamente rispettosi del voto popolare, quindi di ciò che i cittadini di Taranto decideranno nel ballottaggio tra due candidati e due coalizioni che in materia hanno programmi diversi”. Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo a ‘Il giorno de La Verità’, rispondendo a una domanda sul futuro dell’ex Ilva che nel prossimo fine settimana si intreccia con il ballottaggio per la scelta del nuovo sindaco di Taranto. Il responsabile del Mimit, però, ricorda che occorre comunque “aspettare la decisione della Procura della Repubblica di Taranto, che ha messo sotto sequestro probatorio uno dei due altoforni”, senza il quale è difficile se non impossibile per raggiungere gli obiettivi posti dal nuovo piano industriale, che è alla base della procedura di vendita. “Nel pieno rispetto dei poteri dello Stato e della leale collaborazione tra organi dello Stato, aspettiamo”, dice Urso. Che, quando gli viene chiesto se le interlocuzioni con Baku Steel proseguono, aggiunge: “La nostra procedura è competitiva, visto che ora è stato conferito un mandato negoziale preferenziale con gli azeri, ma anche gli altri attori, gli indiani (Jindal, ndr) e pure gli americani (Bedrock Industries), sono ancora in campo e potrebbero anche essi eventualmente rilnciare. È ovvio, però – conclude Urso -, che tutti dobbiamo prendere atto che il Piano industriale presentato a loro e alla Commissione Ue, sulla base del quale ha autorizzato un prestito ponte, oggi è inficiato” per lo stop all’Afo1.
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