“È un momento cruciale e, per questo, innanzitutto vorrei fare un appello alla massima responsabilità: evitiamo le polemiche e lavoriamo in sintonia. Non è il momento delle recriminazioni, ma delle soluzioni”. Così Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, sulla situazione dell’ex Ilva. “Dobbiamo prendere atto che se manca un altoforno nella fase di transizione verso i forni elettrici la produzione non potrà più essere di 6 milioni di tonnellate come da obiettivi ma massimo di 4 milioni. I commissari si sono confrontati con i sindacati in merito alle conseguenze sui livelli occupazionali e sulla necessità di ricorrere alla cassa integrazione. Nel contempo, accelereremo i lavori per far ripartire l’Afo 2 che potrebbe affiancarsi, in qualche mese, all’Afo 4 a cui abbiamo garantito la massima sicurezza”, spiega nell’intervista a Il Sole 24 Ore. E ancora: “Anche sull’Aia speriamo si possa realizzare un buon lavoro di sistema. I tecnici del Mimit, del Mase, del Ministero della Salute e degli enti locali stanno operando in questa direzione, per vincere questa sfida. Si può fare, si deve fare, e proprio a Taranto, laddove si è creata la frattura più profonda tra salute e lavoro. Ora sta a noi ricomporla, guardando al futuro”.
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