“Il dato che dobbiamo cogliere è che la globalizzazione non si sta fermando, ma sta cambiando forma e direzione. La crescita degli scambi si concentra sempre più in aree del mondo che stanno aumentando produzione, domanda, investimenti e capacità tecnologica, mentre l’Europa rischia di rimanere ai margini di questa trasformazione”. Così avverte la vicepresidente di Confindustria per il Centro Studi, Lucia Aleotti, presentando il rapporto ‘Export italiano tra fratture e nuove rotte’ degli economisti di viale dell’Astronomia. “Per l’Italia, che ha nell’industria e nell’apertura internazionale due dei suoi principali punti di forza, la risposta – rileva – non può essere una maggiore chiusura, ma una nuova strategia di competitività: più investimenti, più innovazione, maggiore autonomia tecnologica”. Ed “è necessaria soprattutto una politica industriale europea capace di sostenere le imprese nella nuova competizione globale”.
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