“Va senz’altro seguita con interesse l’azione intrapresa dal Governo che sta intensificando incontri e accordi per il reperimento del gas da altri Paesi allo scopo di sostituire quello russo. Sorgenti alternative sono quindi costituite in primo luogo da Algeria, Libia e Azerbaijan – tramite la rete di
gasdotti esistenti – ma anche da Egitto, Qatar, Congo, Mozambico, Angola e Nigeria per quanto riguarda soprattutto il gas liquido, peraltro di produzione Eni”. E’ quanto si legge nella Relazione del Copasir al Parlamento sulle ‘Conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina nell’ambito della sicurezza energetica’, votata questa mattina. “Tutti Paesi – prosegue il documento – che hanno certamente elementi di problematicità per questioni interne o internazionali, contingenti o storiche, ma che nel loro complesso possono assicurare una reale diversificazione delle fonti e delle rotte di
approvvigionamento, evitando così nuovi fenomeni di dipendenze. Peraltro, a differenza della Russia, questi Paesi non utilizzano l’energia come strumento di potenza e peraltro non dispongono dei mezzi per farlo”.
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