“Con il conflitto in Ucraina tutti hanno aperto gli occhi sul fatto che in Europa non avevamo un piano di sicurezza energetica, siamo un enorme mercato ma non abbiamo mai avuto energia sufficiente prodotta nell’Unione europea, come avere una Ferrari in garage e scoprire di essere senza benzina”. Così Claudio Descalzi, ad di Eni, dopo la firma degli accordi con l’Algeria. In una intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “Occorre che l’Italia ragioni in termini sistemici, come fa da sempre la Francia, dove destra e sinistra possono litigare su tutto ma su alcuni temi di interesse nazionale si uniscono ed esiste prima il Paese. Si può fare, ma occorre continuità politica sui progetti strategici”. E ancora: “Il nostro Paese ha caratteristiche geografiche, logistiche e infrastrutturali uniche, e siamo gli unici ad avere una connessione via gasdotto con l’Algeria, che ha una capacità di 36 miliardi di metri cubi, ancora sottoutilizzata, una connessione via gasdotto con la Libia che ha una capacità di 12 o 13 miliardi di metri cubi e che può salire anche di parecchi miliardi, poi abbiamo il Gnl dell’Egitto e tutti gli altri Paesi africani con cui lavoriamo. Oltre al Tap. Anche questa rete ci ha consentito di rimpiazzare finora ad oggi almeno metà del gas russo”.
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