Il sindaco di Piombino Francesco Ferrari chiarisce in merito alla nave rigassificatore che non si tratta di “un no a priori, non è sindrome Nimby. Non basta la garanzia dei tre anni, il rigassificatore crea problemi sia sul fronte della sicurezza, sia su quelli ecologico ed economico anche solo per un giorno”. E aggiunge a La Stampa: “È stata siglata un’intesa sulla pelle dei cittadini. A Livorno il rigassificatore sorge a 22 km dalla costa, in mare aperto. E un progetto analogo è previsto per Ravenna. Mentre noi dovremmo averlo in mezzo al porto. E poi siamo seri: la nave rigassificatore, che trasforma in materia gassosa il gas liquido portato da un’altra nave non risolve il problema dell’autonomia energetica perché siamo sempre vincolati ad altre nazioni. Perché, invece, non si riattivano i 750 pozzi di gas, prevalentemente nel mar Adriatico? Questi favorirebbero la produzione di 30 miliardi di metri cubi all’anno contro i 5 miliardi del rigassificatore. Per non parlare dei costi: l’estrazione dall’Adriatico costerebbe 5 centesimi al metro cubo contro i 70 di quello importato e lavorato dal rigassificatore”.
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