“Sul gas russo serve chiarezza e soprattutto serve una strategia europea vera. Oggi siamo davanti a un paradosso: si annuncia lo stop definitivo alle importazioni dalla Russia dal 2027, ma senza strumenti comuni per affrontarne le conseguenze economiche e sociali”. Lo ha dichiarato il vicepresidente M5S al Senato, Stefano Patuanelli, intervenendo a Rai Radio Anch’io. “Oggi, nonostante gli annunci, l’Unione europea importa ancora circa il 12% del gas direttamente dalla Russia, indirettamente molto di più. Questo dimostra l’ipocrisia e l’ambiguità del sistema attuale: formalmente si riducono le importazioni, ma nella realtà il gas continua ad arrivare, spesso passando da Paesi terzi e a costi più elevati”.
“L’Europa e il Governo italiano non possono limitarsi a dire che non si compra più gas russo e allo stesso tempo lasciare i singoli Stati da soli, senza debito comune e senza flessibilità sui conti pubblici. Così si scarica il costo su famiglie e imprese. Questo Governo ha già fatto 4 anni di austerità, arrivando al record di pressione fiscale, alla crescita zero e a un crollo della produzione industriale. Dove vuole portarci?”.
“Negli ultimi anni – aggiunge Patuanelli – hanno anche rallentato lo sviluppo delle alternative. La produzione da rinnovabili richiede investimenti seri in accumuli energetici, che oggi sono il vero nodo tecnologico. Pensare di tornare al carbone, come stanno facendo, non è una soluzione credibile. Serve invece accelerare su rinnovabili, accumuli e autonomia energetica. L’Europa e l’Italia devono assumersi la responsabilità di accompagnare questa transizione, altrimenti rischiano di trasformarla in un boomerang per i cittadini e per il sistema produttivo”.
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