“L’iniziativa nata quasi sette anni fa ha avuto un indubbio valore politico” ma, “detto questo, se si immagina di poter avere una via di approvvigionamento da quel bacino utile per la sicurezza energetica italiana, soprattutto in questo tempo di crisi, è plausibile affermare che vi sono alternative che potrebbero essere più economiche e on stream, cioè arrivare in un tempo molto più rapido che si immagina”. Così il direttore public affairs di Eni, Lapo Pistelli, in audizione davanti alle commissione riunite Attività produttive ed Esteri della Camera, nell’ambito della discussione congiunta delle risoluzioni sulla partecipazione dell’Italia al progetto per la realizzazione del gasdotto EastMed. “Ad oggi i due impianti di liquefazione di Irco e Damietta sono in grado di processare circa 17 miliardi di metri cubi di gas – spiega -. Questo numero va confrontato con la potenziale capacità del pipe che stato ipotizzato, che è di circa di 10 miliardi metri cubi. Già i due rigassificatori egiziani hanno capacità quasi doppia. Il tema è volendo trarre il massimo profitto per la sicurezza energetica italiana ed europea dalle risorse attualmente disponibili, se vi siano ipotesi industriali più facilmente percorribili”.
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