Nonostante la crisi mediorientale, il sistema gas italiano si è mostrato resiliente ed è riuscito a contenere le conseguenze facendo leva su un significativo livello di scorte e sulla diversificazione delle fonti. Lo riporta Il Sole 24 Ore che cita gli ultimi dati raccolti da Snam che documentano la capacità del sistema di sostituire gli ammanchi legati allo stop prolungato dello stretto di Hormuz con altri canali, sfruttando, in particolare, la flessibilità concessa dal gas liquefatto trasportato via nave (Gnl). Se si guarda, infatti, al totale dei carichi di Gnl giunti in Italia nei primi quattro mesi dell’anno, l’asticella ammonta a 72, di cui 42 dagli Stati Uniti, corrispondenti a circa il 60% dei volumi Lng complessivamente importati, e 13 dal Qatar, ai quali si aggiungono i Paesi africani come Algeria, Nigeria e Mauritania/Senegal. Ed è proprio osservando l’andamento, tra marzo e aprile, dei volumi relativi al Qatar (con destinazione il rigassificatore di Rovigo, Adriatic Lng) e agli Usa (diretti, soprattutto, agli impianti di Livorno e Piombino), che si notano i primi segnali di avvicendamento tra i carichi qatarini (scesi dai 4 di marzo all’unico arrivo di aprile) e quelli americani (saliti, invece, dai 2 di marzo ai 7 dello scorso mese).
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