“A fronte di una marginale produzione domestica nel 2021 di 3 miliardi di metri cubi (bcm) che rappresenta il 4% dell’approvvigionamento, l’Italia ha importato 73 bcm di gas”. E’ quanto si legge nella Relazione del Copasir al Parlamento sulle ‘Conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina nell’ambito della sicurezza energetica’, votata questa mattina. “In base a dati di importazione del 2021, per il 40% si tratta di gas proveniente dalla Russia attraverso il sistema Tag che si collega alla rete italiana
a Tarvisio – prosegue il documento -. Il 29% proviene dall’Algeria, attraverso la Tunisia, con l’interconnettore Transmed che approda a Mazara del Vallo. Il gas dell’Azerbaijan conta per il 9% e arriva, attraverso il sistema Tap, a Melendugno. Dalla Libia arriva a Gela il 4% dal gas totale con l’interconnettore Greenstream. Il gas dei mari del Nord, che rappresenta il 3%, arriva a Passo Gries attraverso Germania e Svizzera, con il sistema Tenp/Transitgas. Infine il 13% è rappresentato da Gnl, gas naturale liquido, che viene immesso nella rete italiana attraverso i terminali di rigassificazione di Panigaglia, Livorno e Cavarzere. Il Gnl proviene per il 70% dal Qatar, per il 14,5% dall’Algeria, per l’8% dagli Usa e per il 7,5% da altri Paesi”.
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