“Abbiamo alzato gli obiettivi per l’intero 2025 e ridotto l’indebitamento. I consumi di gas crescono: nei primi 10 mesi sono saliti del 3%” Così il ceo di Snam Agostino Scornajenchi. “Se avessimo dovuto seguire gli scenari di qualche anno fa, dovremmo essere a 35-40 miliardi di metri cubi all’anno, invece siamo oltre 62 miliardi”, dice in un’intervista a Il Corriere della Sera. “Industria, case: il gas è un elemento insostituibile. Questo è il mondo reale. E negli anni in cui si sono ridotti i consumi non lo abbiamo fatto decarbonizzando, ma deindustrializzando. Non mi sembra un gran traguardo per un Paese manifatturiero”. Ma, aggiunge Scornajenchi, oltre alla produzione industriale, non dobbiamo dimenticare un altro fatto: “Il 50% circa dell’energia elettrica è prodotto col gas proveniente dalle infrastrutture di Snam, che siano i gasdotti, i rigassificatori o gli stoccaggi, che sono la vera batteria oggi, perché erogano per 4 mesi e non solo per poche ore. E dell’importanza del gas si è accorta anche la Germania, che dopo aver chiuso le centrali nucleari ha deciso di costruire 36 gigawatt di termoelettrico. Ecco perché Snam ha dimostrato resilienza, sia quando ha concluso il Tap, che ci ha salvato dalla crisi con la Russia, sia con i due nuovi rigassificatori di Piombino e Ravenna. Il gas liquefatto era marginale, ora rappresenta il 32% del mix con 189 metaniere arrivate quest’anno, quasi la metà Usa”.
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