L’Italia si è già affrancata dal gas russo mentre altri Paesi non ancora. Agostino Scornajenchi, ceo di Snam, spiega che “è anche per questo che sta aumentando l’export di gas dall’Italia verso il Nord ed Est Europa. Da 0,4 miliardi di metri cubi nel 2024, quest’anno siamo già a 1,6 miliardi. Per l’Italia si apre uno scenario nuovo: da destinazione sta diventando una porta di accesso”. Nell’intervista a Il Corriere della Sera dice anche: “Stiamo potenziando le centrali con nuovi compressori e potremo arrivare a esportare fino a 14 miliardi di metri cubi all’anno dal 2027”. L’obiettivo è comprare il 25% del gasdotto tedesco Oge: “Fa parte di una strategia di collegamento tra Nord Africa e Nord Europa. Siamo in attesa dell’ok dalle autorità tedesche ma non aspetteremo oltre metà novembre. Stiamo preparando il nuovo piano industriale per marzo. Abbiamo bisogno di risposte certe”.
Scornajenchi affronta poi il tema dell’idrogeno: “Ritengo che ci voglia ancora tempo, prima arriverà la cattura della Co2. È un processo industriale che esiste già, ma va resa più efficiente per ridurne i costi. Lo sviluppo non può prescindere dalla regolazione, serve investire per innovare”.
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