A luglio 2026, il gas immesso in rete si mantiene pressoché stabile rispetto allo stesso mese del 2025 (-12 milioni di metri cubi; -0,2%). Lo rileva l’osservatorio Polaris di Snam. L’aumento delle importazioni da Tarvisio (+0,3 miliardi di metri cubi, riconducibili a dinamiche di mercato gas legate al nord Europa) e da Mazara del Vallo (+0,1 miliardi di metri cubi; +8%) ha compensato la riduzione dei flussi da Passo Gries (-0,1 miliardi di metri cubi; -9%) e del Gnl (-0,1 miliardi di metri cubi; -7%), su cui hanno inciso le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz. Nonostante la minore disponibilità di importazioni, il sistema ha risposto all’aumento della domanda modulando le iniezioni nei siti di stoccaggio. I depositi, in ogni caso, si attestano al 76% del livello di riempimento, molto al di sopra della media europea, facendo dell’Italia il Paese dell’Unione con il maggior volume di metano stoccato, a supporto della sicurezza del sistema.
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