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Gas, Tabarelli (Nomisma): Scorte cruciali per coprire i consumi, Germania preoccupa

“I consumi di gas nel periodo invernale sono tre volte quelli estivi, per questo servono le scorte. È il combustibile più usato nei mesi invernali per il riscaldamento non solo delle abitazioni, dove è un bisogno primario, ma anche nei servizi, negli ospedali, nelle scuole, nei negozi, nelle fabbriche. In settembre i consumi in Italia sono di 3 miliardi di metri cubi (mld.mc), in gennaio raggiungono facilmente i 9 miliardi”. Lo scrive in un suo intervento su il Sole 24 Ore Davide tabarelli, presidente di Nomisma Energia. “In un giorno di freddo intenso a febbraio il consumo giornaliero può superare i 350 milioni di metri cubi, contro valori, in questi caldi giorni di settembre, di 100 milioni. Le scorte in Germania sono troppo basse per il prossimo inverno, al 55%, contro valori che per questo periodo dovrebbero essere superiori di 20 punti. In caso di inverno rigido, non saranno sufficienti, uno squilibrio che spinge sui prezzi”, si legge ancora.
Tabarelli poi spiega: “Aiutano le abbondanti scorte italiane, fra le più alte in Europa, 84%, grazie al sostegno finanziario, che non c’è in Germania e che paghiamo tutti in bolletta, ma anche perché abbiamo una tradizione storica di cospicua capacità di stoccaggio. Un’eredità che risale ai primi anni della metanizzazione, al periodo del dominio monopolistico che spingeva sulla valorizzazione degli ex giacimenti di gas per realizzarvi stoccaggi in abbondanza. Un eccesso di zelo per compensare eventuali ammanchi da fornitori come Algeria o Russia, eventi che molti giudicavano allora come esagerazioni. Nel 2022 la Russia è sparita, nel 2026 il Qatar”.
Tabarelli infine sottolinea. “Se la Germania e tutta Europa hanno scorte a livelli preoccupanti è perché i prezzi spot del gas, legati alle prime scadenze dei futures del Ttf, sono molto più alti di quelli lontani. Si tratta di una situazione di deporto (backwardation) dovuta al fatto che il mercato crede a quello che dice Trump, ovvero che la crisi del Golfo verrà presto risolta e che, pertanto, i prezzi nei prossimi mesi scenderanno. Passa il tempo, ma da Hormuz di gas liquefatto ne esce col contagocce. Se il prezzo di oggi è a 78 euro e quello di marzo 2027 è di 72 euro, il rischio è quello di comprare a un prezzo alto oggi per poi vedersi svalutare quanto è stato immesso in stoccaggio”.

redazione

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