“L’obiettivo è di arrivare entro il 2027 a gestire almeno 20 impianti di biometano. Abbiamo già compiuto il primo passo con l’acquisizione di Le Ghiande Energy, che rappresenta la base da cui partire per costruire una rete capillare”. Così Emanuela Trentin, ceo di Veolia, In una intervista a Il Corriere della Sera spiega: “Ci aspettiamo che l’incentivazione sarà rinnovata perché il governo ha confermato la strategicità del biometano. Il Pniec prevede una produzione di 5,7 miliardi entro il 2030, cioè dieci volte quella attuale. Il biometano è sinergico rispetto alla rete di distribuzione del gas: a differenza dell’idrogeno, non c’è bisogno di alcun intervento sull’infrastruttura, e lo produciamo dagli scarti agricoli e dai rifiuti organici, riducendo così anche la dipendenza dall’import di gas fossili”. E ancora: “Molte aziende, soprattutto le energivore — spiega Trentin — sono già efficienti, mentre osserviamo che hanno spazio per fare innovazione sul risparmio energetico settori come il Food and beverage, le cartiere, ma anche la meccanica e la difesa. La fascia dove guardiamo sono anche le Pmi, dove vediamo il potenziale. Le energivore da sempre sono molto attente e avanti”.
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