“Il Pnrr, che vale 2,5 punti di Pil, non può rivoluzionare per soldi il Paese, ma è il concetto di lavoro che c’è dietro il Piano. Io l’ho detto a Draghi ieri, quando abbiamo fatto una riunione del Comitato interministeriale sulla Transizione ecologica: la grande lezione che dobbiamo imparare e recuperare è questa: ogni anno il 2% del Pil, che è in mano ai ministri, al Mef, facciamo uno sforzo di indirizzarlo su programmi di lungo termine, che non siano di un colore o di un altro, ma che rimangano l’eredità e su cui tutti siano d’accordo. Paradossalmente da condividere anche con le opposizioni”. Lo dice il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ad Aosta, intervenendo a ‘Italiadomani, dialoghi sul Piano nazionale di ripresa e resilienza’. “Come cittadino lo so che con qualunque partito io possa parlare, il problema dell’energia, dell’acqua e della sanità nessuno può dire hanno questo sia suo – continua -. Allora, troviamo le cose di lungo termine, dicendo il 2% del nostro Pil investiamolo su programmi di lunga gittata. Il Pnrr ci ha educato a questo: potremmo indirizzare meglio il 2% dei nostri risparmi”.
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