“Una delusione. Il fatto che nella prima riunione del governo non ci sia nulla sulle bollette ci dispiace” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Sia chiaro, non è un rinvio di 2 o 3 giorni che manderà in tilt i bilanci delle famiglie, ma dal proclama di ieri della Meloni (i costi delle bollette sono diventati insostenibili; gli italiani chiedono risposte immediate e noi gliele daremo; non c’è più tempo da perdere) ci attendevamo già oggi fuoco e fiamme sul tema dell’energia”, prosegue Dona.
“Sia chiaro. Se qualche giorno in più serve a recuperare maggiori risorse o capire meglio che si può fare, ben venga. L’importante è che il provvedimento sia varato in settimana e che stanzi subito miliardi per abbassare le bollette della luce e del gas non solo di novembre e dicembre, ma anche retroattivamente per ottobre. Perché sono le bollette correnti che molte famiglie faranno fatica a pagare, non quelle del 2023. Il tema va affrontato subito con un decreto e non certo con la prossima manovra”, conclude Dona.
La bolletta dell'energia elettrica resta uno dei problemi più urgenti da affrontare per il governo.…
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