I futures sul grano superano 6,86 dollari per bushel, riportandosi sui livelli più alti dal 20 maggio 2024, sostenuti dall’aumento delle preoccupazioni sulla disponibilità globale e dal deterioramento delle prospettive produttive. A pesare sul mercato sono soprattutto le tensioni nel Mar Nero, con la Russia che ha limitato l’accesso ad alcuni porti del Mar d’Azov e di Kavkaz, mentre proseguono gli attacchi alle infrastrutture portuali ucraine. Le nuove tensioni aumentano i rischi per i flussi di esportazione attraverso una delle principali rotte mondiali per il commercio del grano, utilizzata da due tra i maggiori esportatori globali. Già l’indice Goi dell’International Grains Council (Igc), che monitora l’andamento internazionale dei cereali e dei semi oleosi, era salito del 7% rispetto a giugno, raggiungendo i livelli più elevati dall’estate del 2024. A guidare i rialzi è il frumento (+9%), sostenuto dalle incertezze sulle esportazioni dal Mar Nero e dall’aumento dei prezzi dell’energia. In crescita anche la soia (+9%), favorita dalla domanda, e il mais (+6%), che recupera terreno dopo le preoccupazioni legate al caldo. Unica eccezione il riso, che registra un lieve calo (-1%) per effetto della debolezza stagionale delle quotazioni thailandesi.
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