“Sul Green Deal, l’errore è stato anteporre l’ideologia al realismo e alla neutralità tecnologica: ci siamo dati i tempi e gli obiettivi ambientali più sfidanti del mondo, ma senza alcuna stima degli effetti e dei costi sull’industria e sui lavoratori e le loro famiglie. Il resto del mondo non condivide né i nostri standard, né i loro costi, e tutto ciò ci porta fuori mercato. Ma non siamo i soli a chiedere una svolta. Sono con noi tutte le Confindustrie europee”. Così Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, nella sua relazione all’assemblea 2025 in corso a Bologna
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