Chi ha paura dell’intelligenza artificiale “non ha capito esattamente di cosa si tratta”. Lo dice Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo. “È un po’ come dire ho paura dell’ automobile. Se è guidata da uno scriteriato, allora è lecito averne paura. Succede per ogni tecnologia: la differenza la fa l’utilizzo e la finalità con cui viene messa a disposizione”, aggiunge al Corriere della Sera. “Se siamo veloci riusciamo a capire di più, e soprattutto, che la cosa più importante, siamo in grado di essere predittivi. Da qui l’utilizzo principe delle tecnologie in generale di intelligenza artificiale, che è quello di prevedere cosa possa succedere in campo medico, in campo meteorologico, in campo finanziario, poi in tutti i campi”, sottolinea. E ancora: “Siamo entrati nel secolo del dato — conclude l’amministratore delegato della prima tech company italiana, un leader nella difesa anche in Europa — e siamo usciti dal secolo cosiddetto delle macchine. Abbiamo il dovere di concentrarci sull’educazione dei cittadini, del presente e del futuro. Qualcosa che richiede tempo e impegno. Serve un piano di formazione continua”.
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