La vera partita dell’intelligenza artificiale si giocherà nelle fabbriche, nelle automobili, nei robot umanoidi e nelle infrastrutture energetiche. Lo riporta il Corriere della Sera citando il pensiero di Josef Nierling, amministratore delegato di Porsche Consulting, per il quale l’AI generativa rappresenta soltanto il primo capitolo di una trasformazione molto più ampia: quella dell’’AI fisica’, cioè l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei prodotti e nei sistemi industriali. “Siamo ancora in una fase molto iniziale. I large language model ci mostrano un futuro promettente, ma non hanno ancora avuto un impatto significativo sulla produttività delle imprese e non hanno espresso il loro vero potenziale”, dice. La svolta arriverà quando la potenza di calcolo si combinerà con dati industriali e prodotti fisici. “La guida autonoma, i droni, le reti energetiche intelligenti o le macchine industriali avanzate sono i settori nei quali si creerà il vero vantaggio competitivo”, sottolinea. Ed è proprio qui che l’Europa potrebbe ancora giocare le proprie chance: “Nessuno ha raggiunto una piena maturità industriale nell’applicazione dell’intelligenza artificiale ai prodotti fisici. Abbiamo ancora cinque-dieci anni per costruire una leadership”.
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