“Sono cresciuto pensando che, anche se non ero d’accordo con la leadership politica in un dato momento, ci fosse una certa traiettoria, per dirla con Obama, in cui ‘l’arco dell’universo morale è lungo, ma tende verso la giustizia’. Ma l’America ha un’identità molto più contesa e, nel corso della nostra Storia, in realtà è stata predominante la politica più reazionaria e nazionalista che vediamo oggi, l’eccezione è stata quella dei progressisti che occasionalmente fanno breccia”. Così al Corriere della Sera Ben Rhodes, uno dei più stretti collaboratori di Obama, autore dei suoi discorsi e poi vice consigliere per la Sicurezza Nazionale che giocò un ruolo chiave per l’accordo con l’Iran e la normalizzazione con Cuba. “Sarà molto difficile tornare a qualcosa come l’accordo di Obama. Lo pensavo anche prima dell’ultima escalation. Nel memorandum d’intesa, le questioni nucleari vengono rimandate, ci si concentra sulla riapertura di Hormuz. Con i bombardamenti aerei non puoi distruggere il programma nucleare né rimuovere il regime. Puoi fare molti danni, ma la geografia e la testardaggine consentono agli iraniani di tenere in ostaggio l’economia globale. Penso sia frustrante per Trump non poter ottenere nemmeno l’apparenza di una vittoria. Il risultato più probabile sarà una specie di conflitto congelato in cui, nel migliore dei casi, negoziano una riapertura dello Stretto, ma gli iraniani vorranno trarne profitto in futuro e sarà molto difficile evitarlo”. Il prossimo bersaglio sarà Cuba, sottolinea: “Lo temo molto, avendo negoziato la normalizzazione dei rapporti con Cuba. Difficile immaginare che non facciano nulla a Cuba dopo tanta pressione. Il regime cubano, come quello iraniano, non cederà facilmente il potere, anche se non è altrettanto forte. È probabile un’operazione stile Venezuela per cercare di catturare Raúl Castro o qualcun altro e cercare di stabilire il controllo. Ma temo che il risultato possa essere il caos a Cuba, che non ha le risorse del Venezuela: una crisi umanitaria che la renderebbe simile a Haiti. E questo solo perché Trump e Rubio vogliono saldare i conti con quel governo. E dopo l’umiliazione dell’Iran, Trump potrebbe voler fare qualcosa che sembri un successo”.
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