“I due malati d’Europa nel settore manifatturiero sono Italia e Germania. È importante non focalizzarsi sulle singole crisi locali, ma allargare lo sguardo sul contesto internazionale. Le aziende di Berlino soffrono di più e questo può essere un ulteriore problema per la nostra manifattura, considerando che la Germania è il primo Paese di destinazione dei nostri prodotti”. Lo dice a La Stampa il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini. Guardando i dati congiunturali, spiega, “l’automotive è il settore che pesa di più in negativo. Se ne esce soltanto con un riposizionamento sul mercato dopo il fallimento dell’elettrico”. Ma il resto dell’industria, assicura, “tiene: non cresce, ma funziona” A pesare sulla manifattura italiana, poi, sono “le guerre alle porte dell’Europa, l’instabilità dei mercati, i dazi degli Stati Uniti e il costo dell’energia. Su quest’ultimo punto l’industria italiana può tamponare con le rinnovabili, sebbene non siano soluzioni strutturali. A questo proposito, bisogna seguire l’esempio della Spagna. E poi preoccupa molto l’incremento della cassa integrazione straordinaria, che nel 2025 ha vissuto un boom, indicando così un aumento della gravità delle crisi industriali”.
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