“Non ci è mai mancata la voglia di ricominciare, lo faremo anche questa volta, sperando che le tensioni tra Ucraina e Russia e in Medio Oriente possano chiudersi presto”. Lo dice Valentino Fenni, vicepresidente di Assocalzaturifici e numero uno dei calzaturieri di Confindustria Fermo. In un’intervista a Il Sole 24 Ore spiega che le sanzioni alla Russia sono state il primo scossone al distretto: “Hanno avuto un effetto devastante, perché quello era un mercato sul quale stavamo crescendo. Oggi ha perso peso, nonostante non manchi l’attenzione dei buyer russi verso le nostre calzature: sembra un paradosso, lì c’è un mercato che ci vuole, noi dobbiamo restarne fuori. E c’è anche un problema in più, legato alle linee di credito che le nostre banche non garantiscono come dovrebbero”. E ancora: “La fiera Moda Italiana di Almaty, in Kazakistan e l’Obuv.Mir a Mosca hanno confermato che c’è un mercato vitale per il nostro settore. A Mosca c’è stata una partecipazione qualificata di imprenditori del distretto. Oggi possiamo vendere in Russia solo scarpe a un prezzo inferiore ai 300 euro, perché questo è il limite imposto dalle sanzioni. Il mercato va comunque presidiato nella speranza che la guerra finisca presto”. Ma per Fenni non c’è rischio recessione: “Assolutamente no, nonostante le ore di cassa integrazione siano raddoppiate. La politica, però, deve guardare con attenzione al sistema sociale che ruota attorno a noi”.
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