Il settore manifatturiero dell’area dell’euro ha registrato ad inizio del terzo trimestre una stabilizzazione generale delle condizioni operative. Anche se è stata la più debole da marzo, la crescita della produzione è stata elevata, mentre i nuovi ordini hanno registrato una nuova, sebbene marginale, contrazione a fronte di un peggioramento della domanda delle esportazioni (incluso il traffico intra-eurozona). La riduzione dei posti di lavoro nelle aziende manifatturiere italiane si è positivamente ridotta al livello minimo in quasi due anni. Osservando i prezzi, sia quelli di acquisto che di vendita sono rimasti invariati. Le aspettative di crescita per il prossimo anno sono diminuite leggermente, ma con previsioni rimaste lievemente al di sopra della media a lungo termine.
E’ quanto emerge, in sintesi, dall’indice Pmi del settore manifatturiero Eurozona di luglio, che misura lo stato di salute delle aziende manifatturiere dell’eurozona ed è redatto da S&P Global, è salito al livello massimo di tre anni di 49.8, da 49.5 a giugno. L’ultimo valore, che si attesta appena al di sotto della soglia di 50.0, indica una quasi stabilizzazione delle condizioni operative in tutto il settore manifatturiero dell’eurozona.
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