“La competitività dell’Italia si gioca sul capitale umano: formazione, ingresso e crescita in azienda delle future generazioni”. Così Matteo Lunelli, da sei anni alla guida di Altagamma, in una intervista a Il Sole 24 Ore. “Abbiamo il più basso numero di laureati in Europa. Solo il 68% dei laureati tra 25 e 34 anni è occupato, contro l’83,5% europeo e l’età media dei Ceo delle quotate è attorno ai 60 anni. Tanti giovani lasciano un Paese dove è bello vivere ma talvolta difficile lavorare. L’Italia deve valorizzare il talento dei giovani e rendere il lavoro più attrattivo”, aggiunge. E poi spiega perché Altagamma si occupa di questi temi: “Perché è un tema strategico per il futuro del Made in Italy. Nel confronto con le aziende Altagamma abbiamo visto che molte hanno già attivato modalità avanzate di coinvolgimento dei giovani e di formazione interna. La Fondazione può diventare un punto di riferimento per le best practice sulla managerialità giovanile che rendono il lavoro più attrattivo e qualificante per le nuove generazioni, offrendo un esempio anche ad altri comparti. Se in passato abbiamo valorizzato i talenti manifatturieri e il loro fabbisogno nelle imprese, oggi ci occupiamo di talenti manageriali: in Italia abbiamo solo il 30% di laureati, molti dei quali vanno all’estero per mancanza di fiducia e alla ricerca di migliori opportunità e salari più alti”.
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