“Siamo in un’economia di guerra”, dice Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, un dialogo con il Corriere della Sera. Per le cartiere il gas “vale il 20-25% del fatturato”. L’aumento del suo costo è diventato un grande problema: “A luglio il prezzo era intorno ai 40 euro, due mesi dopo siamo a oltre 80 — spiega —. Ma finora siamo riusciti a scaricare sul mercato finale appena il 10%, il resto grava sulle imprese”. Poli poi spiega: “La strategia è ridurre i giorni di attività e, dove necessario, ricorrere alla Cig. Ma se la situazione dovesse protrarsi, molte rischiano di chiudere”. Le difficoltà si riflettono anche sul riciclo, perché diminuisce la domanda di carta da macero raccolta in Italia. Il materiale può essere esportato verso India, Indonesia, Turchia e Vietnam, rischiando di indebolire la filiera: “Le nostre raccolte differenziate sono una delle poche miniere che abbiamo”, evidenzia il presidente di Assocarta, che chiede interventi urgenti: “Fissare un tetto temporaneo al costo del gas per gli energivori, come nel 2022. Nel lungo periodo, dare alle aziende italiane un prezzo all’ingrosso vicino a quello delle aziende francesi e tedesche, per non perdere competitività”.
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