Francesco Mutti, che oltre a presiedere Centromarca, associazione delle industrie di marca, è anche ceo dell’azienda di famiglia, specializzata nelle conserve alimentari., lancia un grido di allarme dalle colonne de Il corriere della Sera: «Il processo è iniziato e il rischio è tangibile- dice-. L’industria è sotto assedio su tre fronti”. Mutti spiega che “da una parte ci sono filiere che entrano in difficoltà perché un anello della catena non è più in grado di completare il suo pezzo della lavorazione a causa dei costi dell’energia. Dall’altra ci sono le filiere che tengono, che però hanno un altro problema: quando arrivano a vendere i prodotti nel mondo scoprono che a breve saranno fuori mercato perché i concorrenti americani e asiatici propongono listini più bassi anche del 30% visto che a casa loro l’energia costa meno. Infine c’è la terza emergenza, legata alla liquidità. Se per comprare le materie prime prima spendevo dieci e adesso invece spendo 15-18 o addirittura 20, allora avrò bisogno di chiedere alla banca linee di credito maggiori. Ma le banche, soprattutto se non riesco a scaricare tutti gli aumenti dei prezzi sul cliente finale, non mi ritengono più meritevole di credito. Tutto il “giro” dei finanziamenti si inceppa”, conclude.
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